Per iperidrosi si intende la sudorazione eccessiva. Può essere essenziale cioè senza causa o secondaria ad altre patologie. Quando la sudorazione eccessiva colpisce mani, piedi e ascelle, si chiama iperidrosi primaria o focale.
Questa colpisce il 2-3% della popolazione, ma pochi pazienti (meno del 40%) consultano un medico. Nella maggior parte dei casi di iperidrosi primaria, può non essere rilevata alcuna causa. L’unica spiegazione è che sia una condizione ereditaria.
Se la sudorazione si verifica a causa di una malattia, prende il nome di iperidrosi secondaria. La sudorazione può essere su tutto il corpo o circoscritta ad una zona.
Tra le terapie oggi proposte per risolvere o attenuare il problema esiste, soprattutto per l’iperidrosi ascellare, l’uso della tossina botulinica. La FDA statunitense ha dato l’approvazione all’impiego del botulino nella cura dell’iperidrosi ascellare primaria.
Iniettata sotto pelle a livello topico, la tossina botulinica è in grado di ridurre la sudorazione.
 Un intervento efficace per un problema imbarazzante: l’eccessiva produzione di sudore sotto le ascelle è spesso fonte di disagio per chi ne è affetto. I risultati ottenuti, a due settimane dal trattamento, sono stati una riduzione dell’iperidosi ascellare di oltre l’80% (da 192 mg/min a 24 mg/min) nell’ascella.
La dose di Botox per via intradermica è di 50 U.I. per sede (5 ml.) ad ascella fino al doppio a seconda dei casi e dei soggetti. Tale dosaggio andrà somministrato in frazioni di 0,1-0,2 ml in 10-15 sedi diverse, distanziate l’una dall’altra da 1-2 cm. L’iniezione di botulino può essere ripetuta, nel caso di un risultato esiguo, ma non prima che siano trascorse 8 settimane dal trattamento insoddisfacente.
Un ottimo rimedio contro un problema dai molteplici risvolti psicologici e sociali, un’ottima alternativa alla molto più invasiva chirurgia di asportazione delle ghiandole sudoripare e anche economicamente più conveniente in quanto è sufficiente un trattamento annuo nel periodo primaverile/estivo.
Un singolo ciclo di trattamento dura mediamente 6-7 mesi, talvolta anche più. Il rischio è una reazione ipersensibile alla tossina botulinica, particolarmente presente in pazienti con disturbi neuromuscolari.
Iperidrosi Palmare
L’ Iperidrosi Palmare è la forma più invalidante. Se in qualche modo si riesce a nascondere l’eccessiva sudorazione di ascelle e piedi l’iperidrosi palmare è sempre evidente soprattutto nel campo relazionale.
Le mani infatti giocano un ruolo fondamentale nella comunicazione e sono una parte molto esposta del nostro corpo in quasi tutte le attività sociali e professionali. La persona che soffre di iperidrosi palmare é imbarazzata di dover porgere una mano sudata e l’atto di doverla asciugare furtivamente con un fazzoletto non migliora le cose.
Purtroppo anche dal punto di vista lavorativo molte professioni sono precluse perchè mani sudate e scivolose rendono poco sicura la presa e anche l’uso di strumenti di precisione risulta difficile se non impossibile, anche per chi deve maneggiare materiali sensibili all’umidità come la comunissima carta.
Il fatto che l’eccessiva sudorazione sviluppi inoltre un ambiente favorevole alla crescita di batteri (micosi) ed eczemi diventa quasi di secondario interesse rispetto ai risvolti psico-sociali che la patologia porta.
La sudorazione delle mani é un fenomeno che si dissocia dalla sudorazione fisiologica del corpo. In condizioni di riposo (es. durante il sonno) e svolgendo attività rilassanti (lettura – TV ecc.) le ghiandole sudoripare delle mani non reagiscono. Sembra quindi che le mani non seguano il principio di termoregolazione del corpo ma piuttosto reagiscano agli stress psicologici: in situazioni di tensione, paura, ansia o concentrazione elevata indipendentemente dalle condizioni climatiche.
Sono le emozioni quindi a farci sudare le mani e non solo il lavoro che ci fa sudare sette camicie! Inoltre da studi recenti si è stilata una classifica delle emozioni che ci fanno sudare di più: al primo posto c’è la paura seguita dalla rabbia poi vergogna e dolore ma anche desiderio ed eccitazione. Le persone emotive sono le più soggette con netta prevalenza per il sesso femminile in diverse fasce di età (sotto i 24 anni e oltre i 60 le età più colpite).

