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Profiloplastica

Ci sono trattamenti di medicina estetica che, più di altri, sono riusciti a fissarsi nella memoria dei miei pazienti come “oggetto del desiderio”.

Per questo nuovo anno, il 2020, saranno ancora i più richiesti, i più eseguiti. Le prenotazioni mostrano con chiarezza una tendenza verso quelle terapie sempre più efficaci e sempre meno invasive che oggi la scienza ci offre su un piatto d’argento, delicate, eloquenti e soprattutto risolutive.

I trattamenti non invasivi che offrono risultati con tempi di recupero quasi pari a zero, puntano su un concetto di bellezza dove al centro c’è l’individualità del paziente, che desidera essere la migliore versione di se stesso e amare il proprio viso e il proprio corpo, accettando anche le sue imperfezioni.

A contendersi il titolo si alternano aree corporee sempre in mostra, come il viso, e zone che lasciano spazio all’immaginazione.

L’obiettivo principale dei trattamenti di ringiovanimento è valorizzare la bellezza naturale. Grazie ai nuovi filler a base di acido ialuronico e non solo e alle tecniche evolute di infiltrazione, è possibile ripristinare i volumi dando inoltre idratazione ed elasticità.

Questo sta alla base di un trattamento che considero “principe” nel contesto del ringiovanimento del volto e che nell’anno da poco trascorso ha avuto un enorme successo: il Lifting Liquido ovvero la Profiloplastica.

Il segreto del successo è andato oltre ogni previsione, i risultati oltre le aspettative e la loro ascesa di pari passo con il loro grado di innovazione.

Il segreto è aver applicato dei concetti chirurgici alla medicina estetica, aver usato il filler non come un riempitivo ma come un mezzo per liftare il volto e riposizionarne i volumi contrastando la forza di gravità e la lassità cutanea.

Lo studio preciso e attento dell’anatomia mi ha permesso di iniettare i filler in profondità “sollevando” letteralmente il tessuto, creando dei pilastri profondi ed invisibili che hanno sostenuto e proiettato in alto i volumi del volto. Le persone che hanno beneficiato di questo trattamento hanno visto nel corso delle sedute, di volta in volta, migliorarsi e ringiovanire senza che il viso apparisse “gonfio”, anzi è risultato più slanciato di prima per effetto del sollevamento e della trazione.

In sostanza il filler si inietta in profondità, ripristinando la morfologia del volto, fin dall’impalcatura ossea, che nel tempo tende a rimaneggiarsi e riassorbirsi, con tecniche che hanno un’impronta chirurgica come ho detto in precedenza.

Le vecchie tecniche prevedevano l’iniezione dei filler nei tessuti più superficiali, come cute e sottocute; oggi, grazie a nuovi studi sull’invecchiamento, si è capito che l’esclusivo aumento di volume superficiale crea solo un “anomalo gonfiore”, concetto ben lontano dal ringiovanimento.
Posso affermare che oggi, con questa tecnica, si ottengono risultati che venti anni fa si ottenevano solo inserendo delle protesi facciali.

Uno dei risultati più eclatanti di queste nuove tecniche è il ripristino della linea mandibolare e del mento, che amo in particolar modo.

Una zona del volto molto importante perché è la base del volto stesso e che se tenuta “libera”, cioè ben definita e netta dona ringiovanimento, sostegno e slancio a tutto il viso.
Credo che tutti ricordino il profilo del celebre volto della regina Nefertiti, ecco la linea mandibolare dovrebbe essere come quella: netta, definita e slanciata… il volto apparirà non solo più giovane ma pervaso da una inconfondibile raffinatezza di lineamenti.
Un bel viso… è il più bello di tutti gli spettacoli.