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Cosa è la bellezza?

Mi chiedo spesso: che cosa è la bellezza? È qualcosa di oggettivo, esistono degli elementi concreti che fanno sì che una cosa sia bella?

Si dice spesso: “la bellezza è negli occhi di chi guarda”.

Filosofi, artisti ma anche scienziati non sono mai riusciti a darsi una risposta conclusiva. Esistono “parametri” di bellezza propri di ogni specie?

Soltanto negli anni più recenti delle neuroimmagini (PET, risonanza etc.) è stato possibile identificare quali siano le aree del cervello che “reagiscono” alla bellezza e come reagiscano.

Sulla rivista AUSTRALASIAN SCIENCE il prof. Semir Zeki (docente di Neuroestetica presso il Dipartimento di Biologia cellulare e dello sviluppo della University College di Londra) ha espresso quale sia il funzionamento dei neuroni che sottendono alla percezione della “bellezza”.

Partiamo dalla bellezza umana.

Quando parliamo di quanto sia bella una persona, i biologi dello sviluppo tendono a evidenziare quei tratti che rendono le persone più o meno attraenti. Questo significa che esistono parametri universali di bellezza all’interno della specie umana?

Il modo più facile per definire i parametri universali della bellezza è al negativo.

In altre parole, credo che chiunque avesse gli occhi in posizione diversa, rispetto a dove solitamente sono collocati gli occhi, non potrebbe essere definito bello, qualunque sia la sua nazione o razza di appartenenza.

La bellezza è un’esperienza soggettiva, ma non è l’unica tra le esperienze percettive ad esserlo.

Quando una persona vede un bel volto, quale risposta neuronale si vede dal suo cervello?

Si nota un aumento di attività nelle aree visive, nelle aree deputate alla percezione dei volti e in una parte del cervello emozionale, nota come corteccia mediale orbitofrontale. L’attività di questa parte di corteccia è direttamente correlata alla bellezza.

In questo modo la bellezza è quantificabile.

Questo ci dice due cose: la prima, che la bellezza è qualcosa di astratto (come già i filosofi ci avevano detto); la seconda, che la bellezza è quantificabile.

C’è sempre stato dibattito, in ambito filosofico, in merito al fatto se i gusti o i giudizi fossero quantificabili; ebbene, lo sono.

Questo ci spiega come funziona il nostro cervello, ma non ci dice nulla ancora sulla bellezza, perché le aree suddette non credo possano essere attivate in egual modo in ogni individuo alla vista dello stesso volto, dello stesso fiore, ecc., per cui emerge ancora il carattere soggettivo del bello.

Con questo intendo dire che non è l’oggetto in sé ad essere bello, quanto l’idea di bellezza che viene stimolata nella mente dell’osservatore. Questa idea di bellezza dipende oltre che dalla propria personalità, anche dalle proprie esperienze, dalle conoscenze, dalle aspirazioni, dai pregiudizi… vicino ad una bellezza oggettiva, spesso largamente condivisa, che si basa su un concetto di armonia.

L’emozione che segue alla percezione del bello è estremamente positiva e per questo vi è una ricerca e un’attenzione, conscia e inconscia, di tutti noi verso tutto ciò che ci appare bello, in quanto provoca una immediata sensazione di gioia e di appagamento.

Di conseguenza molti fattori possono avere un ruolo nel determinare l’attrattiva personale: il modo in cui ci si veste, ci si comporta, che dipendono in buona parte dalla volontà e dunque dallo stile personale, ma anche fattori indipendenti dalla volontà possono contribuire a creare la bellezza, come lo stato sociale e la ricchezza, l’etnia di appartenenza, le dimensioni e la forma del corpo.

Si desidera piacere fisicamente perché ci si sente apprezzati e non criticati dagli altri.

Quando invece ci si sente brutti si sta molto male con se stessi e si provano difficoltà nelle relazioni sociali, perché viene a mancare uno dei più importanti pre-requisiti del successo e della realizzazione personale.

Per le scarse doti estetiche si può soffrire moltissimo, ci si può isolare dal gruppo sociale, ci si può sentire disprezzati o rifiutati. La persona che si considera “brutta” sente di vivere una vita di serie B, perché impossibilitata a raggiungere quel successo che viene presentato e promesso dai media: si sente prigioniera ed ostaggio di un corpo che non ama e che non si è mostrato utile per raggiungere la tanto desiderata affermazione sociale.

Da qui il ricorso alla chirurgia estetica per apparire più belli.

Sui giornali che si occupano di bellezza l’intervento di chirurgia estetica viene presentato come se fosse una pratica “normale” per migliorare o mantenere la bellezza e così divenire più attraenti stare meglio con sé stessi, migliorando anche la salute psichica.

Il risultato è stato che queste pubblicazioni comunicano alle lettrici solo i rischi fisici, ma non parlano che raramente dei rischi psicologici cui si va incontro in interventi di questo tipo, dimenticando o sottovalutando gli stati ansiosi depressivi che si vivono anche dopo un intervento “riuscito” di chirurgia estetica (se non fosse riuscito le conseguenze sarebbero prevedibili).

Le riviste femminili presentano in genere due candidate “ideali” alla chirurgia estetica: la donna insicura, infelice, sola, che cerca di migliorare la sicurezza di sé e l’autostima e la donna di successo, attraente, sicura di sé, con un alto livello di autostima, che ricorre alla chirurgia estetica per mantenersi sempre perfetta, mentre la maggior parte delle donne si colloca fra queste due motivazioni estreme.

In questo frangente abbiamo stravolto completamente il concetto di bellezza in quanto questa diventa un modo per “essere”.

La ricerca di abbellire il nostro corpo diventa una merce di scambio per acquisire sicurezza ed approvazione. Il percorso dovrebbe essere il contrario, le persone dovrebbero acquisire sicurezza di sé, accettarsi e poi ricorrere alla medicina estetica ed eventualmente alla chirurgia estetica per migliorarsi: dovrebbero innanzitutto essere e sentirsi belle in modo naturale.

In mancanza di “doti particolari” e, volendo rinunciare ai trucchi per diventare più attraenti, le uniche cose che posso consigliare sono: una buona igiene del sonno, un sano stile di vita, serenità ed emozioni positive. Tutto questo contribuisce, non poco, a migliorare la propria bellezza.

Raggiunto questo ci possiamo dedicare alla cura del nostro corpo e renderlo più bello e più sano con quello che oggi la moderna medicina estetica propone.