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Radiofrequenza contro l’invecchiamento cutaneo

Uno dei più conosciuti e pubblicizzati strumenti a radiofrequenza per l’invecchiamento cutaneo viene generalmente presentato in questo modo: ”è un modo sicuro e testato clinicamente per migliorare il tono, la texture e l’aspetto della pelle attraverso la stimolazione del collagene”.

Si parla di neocollagenogenesi (neo formazione di collagene) senza indicare il tipo di collagene che viene stimolato. La radiofrequenza permette la trasformazione di un’energia fredda di alta frequenza relativa in calore, con aumento della temperatura interna. Ogni cellula del tessuto trattato assorbe parte di questa energia e la trasforma in calore. Generalmente il calore prodotto si sviluppa tra 3 e i 9 mm di profondità, a seconda delle punte utilizzate e determina un riscaldamento fino a 55-65 gradi centigradi in modo omogeneo, senza diffusione termica alle zone circostanti.

L’effetto biologico del calore prodotto dalla radiofrequenza è una denaturazione delle fibre collagene (dal 5 al 30 % delle fibre totali) con conseguente contrazione immediata delle fibre stesse e con effetto progressivo nei successivi 4-6 mesi (effetto estetico).

Questo ci fa comprendere che l’aumento del calore oltre il valore fisiologico di 37°C denatura le proteine e fa perdere loro la funzione biologica. Se il danno si protrae si ha un danno biologico e runa isposta riparativa e cioè la formazione di collagene fibroso, il collagene delle persone anziane non quello dei giovani. Gli effetti delle correnti di RF sono in relazione con la loro frequenza e potenza. Al di sopra dei 1,5-2 MHz si ha una intensità di calore tale da indurre distruzione dei tessuti. Frequenze inferiori ai 0.3 MHz producono stimolazioni indesiderabili nel sistema nervoso.

La letteratura ufficiale conferma:

  • Radiofrequency causes movement of charged particles within the tissue, and the resultant molecular motion generates heat. The heat in turn causes collagen shrinkage and new collagen deposition.
  • Gli agenti fisici (meccaniche, termiche, elettriche, radianti ecc.) determinano sul materiale biologico un processo infiammatorio di varia entità, con danno dello stesso.
  • Stimoli flogogeni (infiammatori) selezionano delle sottopopolazioni di fibroblasti con un ruolo importante nella formazione della fibrosi.
  • L’interleuchina IL-4 si lega al CD 40 dei fibroblasti con effetto profibrotico e riduzione dell’effetto antifibrotico dell’IFN-gamma.

Quindi, pur considerando utile la radiofrequenza nel trattamento dell’invecchiamento cutaneo, dobbiamo utilizzare questa tecnica solo su cuti anziane e mai su pelle giovane perché l’effetto biologico è dannoso (non rispetta la biologia e la fisiologia della nostra pelle) e quindi il risultato è unicamente estetico. Un discorso simile a quanto detto per la radiofrequenza vale per il trattamento laser dell’invecchiamento cutaneo.

Bibliografia
Jelaska A, Strehlow D, Korn JH Fibrotic and normal fibroblast
M. Ceccarelli Invecchiamento generale e cutaneo in medicina estetica
Leask A, Holmes A, Abraham DJ. Connective tissue growth factor: a new and important player in the pathogenesis of fibrosis.
Lesley J, Hascall VC, Tammi M, Hyman R. Hyaluronan binding by cell surface CD44.
Lu Y, Luo S, Liu J. The influence of transforming growth factor beta 1 (TGF beta 1) on fibroblast proliferation and collagen synthesis.